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giovedì 20 ottobre 2016

Icarus su SKY: quasi un palinsesto

Bello e raffinato il primo video commemorativo della defunta Rari Nantes Bogliasco trasmesso nel corso di ICARUS sul canale satellitare SKY Sport.


La sua prerogativa è che racchiude le caratteristiche di trasmissioni televisive diverse.

video

Suggestiva l’immagine del pallone da waterpolo che rotola dal Ponte Romano: sembrava di essere su SKY Arte.

Meravigliosi gli scorci del nostro borgo: Sembrava di essere sul canale del digitale terrestre Marco Polo.


Bravissimo Pakito a presentare l’impianto e la segreteria: sembrava Alessandro Cattelan.


Radiosa Teresa Frassinetti accanto alle compagne di squadra: sembrava di essere su RAI Rio 2016.


Emozionanti le immagini di repertorio delle origini della Rari Nantes e quelle di due degli artefici dello scudetto, ognuno con il proprio ruolo, Eraldo Pizzo e Adelio Peruzzi: sembrava di essere su RAI Storia.


Con l’intervista all’atleta Monari, non è mancato anche un riferimento a SKY Cinema Classic e al film di Bolognini “il bell’Antonio” o, in questo caso, “il bel Matteo”.


E poi il presidente, Gavazzi, il membro del consiglio, Prandini, e il dirigente, Fossati (anche ex legale rappresentante della società edile “Gianni Fossati srl”), che hanno condotto la società all'epilogo: sembrava di essere a “Un Giorno in Pretura”.


Immagino che entro la fine della serie ci sarà una comparsata anche del consigliere con delega allo sport, Pastorino, così potranno concludere in bellezza fingendo di essere su RAI Parlamento.

giovedì 29 settembre 2016

Il più grande sostenitore

In qualche modo questo post può essere considerato la logica prosecuzione del precedente.

Per chi non sa spiegarsi come certe cose siano potute accadere a Bogliasco, ecco l’articolo pubblicato l’anno scorso su il Secolo XIX on-line (notare l’omonimia tra la “preziosa” collaboratrice in Genova Parcheggi e la componente del Consiglio Direttivo della defunta Rari Nantes):
Genova parcheggi, valzer di assunzioni e stipendi d’oro
21 gennaio 2015 Daniele Grillo
Genova - Agli occhi degli amministratori pubblici che hanno governato la città da metà anni Novanta ad oggi, Genova parcheggi è sempre stata la società “sana” dentro la quale far confluire lavoratori di troppo in altre società della galassia partecipate. Per i poteri - e non solo politici - dominanti, invece, la spa di Blu area è stata anche uno straordinario serbatoio di posti di lavoro.
Ma i tempi sono cambiati, negli ultimi cinque anni la domanda di parcheggi a pagamento è calata del 30% e la società inizia a manifestare, insieme alle prime sofferenze, anche gli evidenti limiti dell’“hardware”: troppi stipendi da pagare (154), e dirigenti “pesanti” non tanto nel numero, quanto nell’entità delle buste paga. Claudio Gavazzi, direttore generale, guadagna 154 mila euro l’anno, mentre gli altri due capi, Franco Schena e Sonia Ferraresi, portano a casa 115 mila euro ciascuno (cifre lorde). Numeri da capogiro, se raffrontati alla grandezza della società e ai trattamenti economici di pari grado in realtà pubbliche più grandi.
Ma quando fu fondata e chi la volle, la società che oggi gestisce il sistema Blu area, le Isole azzurre, le zone a traffico limitato e il car e il bike sharing? Nacque nel 1995, e fu lo stesso Gavazzi, chiamato dall’allora assessore al Bilancio della giunta Sansa, Luigi Luzzati, a porre le basi della nuova avventura. Amministratore delegato di Casacca spa, la società privata che gestiva un porticciolo turistico davanti a piazzale Kennedy, al momento della cessione all’allora ente Fiera trattò non solo il proprio stipendio e il proprio ruolo all’interno della nuova spa comunale, ma anche la possibilità di portare con sé la sua collaboratrice in Casacca, Sonia Ferraresi.
La Ferraresi, ultrà storica della Sampdoria, entra in Genova parcheggi nel ‘96, in qualità di segretaria. È lei a invitare altri esponenti della tifoseria blucerchiata a fare domanda per lavorare in Genova parcheggi. Ne arrivano diversi, dal ‘97 in poi, tra cui il capo ultrà storico, Vincenzo Tirotta, oggi apprezzato funzionario. Lei, Ferraresi, compie un percorso invidiabile, arrivando nel 2008 a ricoprire il ruolo di dirigente. Prima, siamo nel 2000, i dipendenti vicini al mondo Samp fanno conoscere Gavazzi a Enrico Mantovani, allora patron del club. E così il fondatore della spa delle zone blu passa alla Sampdoria. Un’esperienza di due anni, al termine della quale il manager ritorna al timone della sua creatura.
Che nel tempo cresce e cambia pelle, rispetto al progetto degli esordi. La politica è presente, troppo presente, e dopo averle appaltato una fetta consistente di spazio pubblico da vendere come parcheggi a rotazione o per residenti, la usa come contenitore per lavoratori in esubero. In 36, a metà degli anni Duemila, arrivarono da Ami, la bad company creata - e poi liquidata - per far sì che un privato potesse considerare l’idea di acquistare Amt, inguaiata da un passivo ormai insostenibile. Altri lavoratori, prima, la società dovette assorbirli dalla cooperativa alla quale “sottrasse” la gestione dei primi park a pagamento. Gli ultimi ingressi forzati soltanto l’anno scorso, con l’arrivo di due dipendenti Fiera. E così oggi i costi fissi della società, al 90%, sono rappresentati dai salari.


Lo stesso giorno, anche la copia cartacea dava grande rilievo all'argomento.


In particolare è interessante il corsivo:

STIPENDI FARAONICI, RISULTATI IMBARAZZANTI
Genova parcheggi denuncia un passivo milionario. Come mai?
Nel post alluvione, con ammirevole liberalità, non ha fatto pagare la sosta nei quartieri invasi dal fango.
Ora si trova alle prese con un buco di bilancio e con i bilanci non si scherza.
Peccato che, nell’ultimo bilancio di Genova parcheggi, ci siano voci che hanno davvero il sapore di uno scherzo.
La società che per conto del Comune gestisce i parcheggi a pagamento della città incassa 13 milioni all’anno ma a Palazzo Tursi ne versa solo tre. Possibile? Possibilissimo se si tiene conto dello stipendio faraonico dei suoi tre dirigenti (678 mila euro lordi per non si sa quali strategie aziendali: decidere dove mandare i controllori?), dei mille euro settimanali investiti in relazioni pubbliche (decisamente mal spesi a giudicare dalla simpatia che l’azienda suscita fra i cittadini) e dei ben tremila, sempre ogni sette giorni, spesi in studi e consulenze.
Consulenze per che cosa? Per tirare dritte le linee azzurre, blu, bianco-blu dei posteggi?
L’assessore Dagnino dice che è tutto in regola.
Il sindaco Doria, al solito oberatissimo, è in altre faccende affacendato.
Come uscirne? Si potrebbe chiedere una consulenza.
Magari a un automobilista genovese qualunque.
Scommettiamo che sarebbe gratis.
Un commentatore si chiedeva quale sia il capitale sociale di ASD Bogliasco 1951.

A me piacerebbe sapere chi fa parte del suo Consiglio Direttivo,,,

RARI NANTES fallita? Tutto BENE!


È di questi giorni la notizia della pubblicazione della sentenza per il fallimento della ASD RARI NANTES BOGLIASCO che può essere letta integralmente qui.
 

A parte la voce isolata di singoli disfattisti, i commenti sono, come si dice, improntati al massimo ottimismo.
 

A cominciare dall’articolo pubblicato sul Secolo del 27 settembre:

E continuando, come è ovvio, con il comunicato (cliccare qui) della “nuova” società (a proposito, che tristezza non vedere più la firma della bravissima Giovanna Rosi):
Bogliasco: “Cambio di guardia alla Vassallo, salvi impianti, squadre e lavoro”
Dall’ufficio stampa dell’Asd Bogliasco 1951 riceviamo e pubblichiamo. Di Marco Tripodi
Alla luce dei recenti fatti riportati dalla stampa locale e di settore, ancorché rammaricati per le sorti della Rari Nantes Bogliasco, corre l’obbligo di precisare alcuni aspetti che coinvolgono la società Asd Bogliasco 1951 e di chiarire alcuni passaggi non del tutto correttamente riportati.
Il Comune di Bogliasco ha concesso, con decorrenza 1 luglio 2016 con durata ventennale, a seguito dell’impegno di eseguire importanti lavori di ristrutturazione, la gestione dell’impianto “Gianni Vassallo” alla Asd Bogliasco 1951, in seguito alla rinuncia da parte della Rari Nantes Bogliasco.
Con questo atto il Comune ha inteso tutelare non solo la funzionalità dell’impianto, ma anche i servizi sociali connessi alla piscina e cosa più importante coloro che operano all’interno della piscina e coloro che ne sfruttano l’indotto.
La società Bogliasco 1951, che in una recente assemblea ha nominato un nuovo consiglio direttivo affidando la presidenza a Mirko Prandini e la vicepresidenza a Simona Boasi e Simone Canepa, ha assunto l’onere di portare avanti le attività in atto, in modo da consentire agli atleti di proseguire con l’attività sportiva di alto livello.
A tale scopo si informa che risulta che nella recente riunione di venerdì 23 settembre il consiglio federale della Fin abbia deliberato il passaggio del titolo sportivo dalla Rari Nantes Bogliasco alla Bogliasco 1951, che acquisirà così il diritto a partecipare ai campionati di serie A1, sia maschile che femminile, ed alla Euroleague femminile.
Si resta in attesa di una comunicazione ufficiale da parte della Fin per incontrare ed informare gli atleti ai sensi di quanto previsto dal regolamento organico federale.
Pare opportuno sottolineare che grazie alla presenza della Bogliasco 1951 è possibile oggi garantire alla cittadinanza la funzionalità dell’impianto e sarà impegno della società sviluppare ulteriormente le proposte di corsi ed attività riservate ai suoi associati.
Praticamente si parla della delibera di Giunta Comunale n. 56 del 27/5/2016 (per leggerla, cliccare qui) mediante la quale il Comune concede, senza bando, la gestione della piscina comunale a Bogliasco 1951 accogliendo la sua richiesta pervenuta il 27/4/2016 e che fa seguito alla comunicazione di rinuncia del 26/4/2016, il giorno prima, da parte di Rari Nantes Bogliasco.
Quando si dice la tempestività!


Per giustificare questa modalità di assegnazione un po’ “border-line” è stato richiamato l’articolo 15 del Decreto Legge  25  novembre  2015,  n. 185 (per visualizzare il Decreto completo, cliccare qui), che stabilisce, per quanto ci riguarda:

Art. 15.
Misure urgenti per favorire la realizzazione di impianti sportivi nelle periferie urbane
1. Ai fini del potenziamento dell’attività sportiva agonistica nazionale e dello sviluppo della relativa cultura in aree svantaggiate e zone periferiche urbane, con l’obiettivo di rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana
, è istituito sullo stato di previsione del Ministero dell’economia e delle finanze, per il successivo trasferimento al bilancio autonomo della Presidenza del Consiglio dei ministri, il Fondo «Sport e Periferie» da trasferire al Comitato Olimpico Nazionale Italiano (CONI). A tal fine è autorizzata la spesa complessiva di 100 milioni di euro nel triennio 2015-2017, di cui 20 milioni nel 2015, 50 milioni di euro nel 2016 e 30 milioni di euro nel 2017.
….
6. Al di fuori degli interventi previsti dal Piano di cui al comma 3, le associazioni e le società sportive senza fini di lucro possono presentare al Comune, sul cui territorio insiste l’impianto sportivo da rigenerare, riqualificare o ammodernare, un progetto preliminare accompagnato da un piano di fattibilità economico finanziaria per la rigenerazione, la riqualificazione e l’ammodernamento e per la successiva gestione con la previsione di un utilizzo teso a favorire l’aggregazione sociale e giovanile. Se il Comune riconosce l’interesse pubblico del progetto affida la gestione gratuita dell’impianto all’associazione o alla società sportiva per una durata proporzionalmente corrispondente al valore dell’intervento.
Da questo stralcio si evince che viviamo in un’area svantaggiata, dove è necessario rimuovere gli squilibri economico sociali e incrementare la sicurezza urbana per potenziare (finalmente, aggiungo) l’attività sportiva agonistica e sviluppare la relativa cultura.
Fare battute sarcastiche sarebbe superfluo.


Andando al concreto, per approfittare di questa “opportunità”, è indispensabile che il Comune riconosca l’interesse pubblico del progetto e del piano di fattibilità economico finanziaria, presentato da società sportiva senza fini di lucro, per la riqualificazione di un impianto sportivo.
Cosa che è avvenuta perché la delibera di Giunta n. 56 afferma che il Comune ha;

Ritenuta meritevole di accoglimento la proposta di fattibilità per la riqualificazione, adeguamento e ammodernamento dell'impianto sportivo dello stadio del nuoto di Bogliasco "G. Vassallo", per un costo complessivo di € 290.000,00 presentato dalla ASD Bogliasco 1951
Tutto bello, tutto BENE.

Però alla delibera non è allegato il piano di fattibilità economico finanziaria e la mia domanda è: chi caccia € 290.000,00?


Presidenza, consiglieri e dirigenti della defunta Rari Nantes, dando credito alla sentenza di fallimento, hanno lasciato alle loro spalle una situazione tragica.


Tralasciamo l’asserzione:

contro l’associazione debitrice é stata emessa una cartella esattoriale di ammontare milionario da parte di Equitalia derivante da un accertamento dell’Agenzia delle Entrate per asseriti introiti non dichiarati nei periodi di imposta 2000 — 2007  
perché sono problemi fiscali non inerenti alla convenzione e, forse, è stata schivata la punizione per inefficienza dell’Agenzia delle Entrate:
non può trarsi argomento di segno opposto dagli accertamenti dell'agenzia delle Entrate per asseriti redditi non dichiarati essendo stati tutti annullati dalle sentenze della commissione tributaria provinciale (per motivi formali inerenti la tardività degli atti di accettamento);
Il problema è che il fallimento è stato dichiarato perché l’associazione ASD RARI NANTES BOGLIASCO, solo con la società IREN GESTIONI ENERGETICHE s.p.a. ha accumulato un debito di € 679.667,27.

Presumendo che non siano le uniche bollette non onorate, alla fine chi sarà chiamato a pagare, appurata l’insolvenza della Rari Nantes?
Ho forti dubbi che i fornitori continuerebbero a dare i loro servizi senza vedere saldati i propri crediti, ammansiti semplicemente dal cambio di denominazione della società.


Nella sentenza si legge anche perché il Tribunale ha ritenuto di considerare la Rari Nantes società a scopo di lucro:

... evidenziando una tendenziale copertura dei costi con i ricavi di esercizio, confermano la sussistenza del lucro in senso oggettivo al quale è collegata la fallibilità dell'associazione;
Se ho capito bene, e sarebbe gravissimo, la contabilità consentirebbe “una tendenziale copertura dei costi con i ricavi di esercizio” ma sono stati comunque accumulati debiti per centinaia di migliaia di euro?
Di chi è la colpa e, altrettanto importante, chi non ha controllato?
Cosa facevano i consiglieri e i dirigenti della Rari Nantes?
E non solo loro, perché una difesa della Rari Nantes è stata che:

c) un rappresentante del Comune di Bogliasco è membro del consiglio direttivo che approva il piano di utilizzo dell'impianto e prende visione del bilancio;
Il sito internet della Rari Nantes è inaccessibile da giorni ma in precedenza riportava l’organigramma della società:

Invece nel comunicato stampa citato all’inizio del post è indicato quanto segue:
La società Bogliasco 1951, che in una recente assemblea ha nominato un nuovo consiglio direttivo affidando la presidenza a Mirko Prandini e la vicepresidenza a Simona Boasi e Simone Canepa,
C’è da restare allibiti: non si conoscono gli altri membri del consiglio direttivo ma mi sembra sufficiente sapere che un vecchio consigliere, esperto di pallanuoto fin dalla sua gioventù in Val Camonica, è stato promosso presidente e un ex dirigente è ora vicepresidente.

 Se questo è l’andazzo non mi stupirei di vedere nel consiglio il vecchio presidente o qualche suo familiare se non addirittura il suo più caro amico (quella che segue è la dichiarazione d’amore di Gavazzi tratta da Facebook e riportata anche in questo post).

Negli ultimi 12 anni Bogliasco è stata la mia seconda e, perché no, prima casa.
In questi anni ho avuto modo di conoscere ed apprezzare Luca Pastorino un uomo ed un sindaco davvero straordinario.
Non so quanto gli abitanti del paese si rendano completamente conto del privilegio di cui godono a vivere una località così è straordinaria e ancor più siano consapevoli di quanto questo giovane uomo abbia fatto per renderla tale.
Io che non abito a Bogliasco ma ho Bogliasco nel cuore sono ammirato e profondamente grato
Grazie Luca !!!
Ti auguro e mi auguro che possa continuare ad amministrare questa perla preziosa assieme a chi ti ha accompagnato in questi lunghi 10 anni
Chissà se ora, alla luce di cosa è accaduto, qualcuno darà un’interpretazione un po’ birichina a questo endorsement fatto prima delle ultime elezioni comunali.

martedì 2 agosto 2016

Colline: riflessioni amare


Qualche giorno fa (purtroppo non guardo la mail del blog con la necessaria frequenza) ho ricevuto la seguente mail che pubblico integralmente:

Qualcuno mi può aiutare a capire cosa ci guadagno a vivere su una collina sopra al mio paese ?
Detto così si potrà eccepire che la risposta è nella domanda ed effettivamente quando sono tranquillo sul mio terrazzo e guardo l'orizzonte ne sono convinto ma.....quando penso che: alcuni esponenti molto folcloristici della mia frazione pensano che io abito ancora nella casa della Xxxx e che non devo pretendere di avere una strada comunale manutenzionata e sicura, una strada lunga quasi un Km da percorrere a piedi se non hai un motoveicolo tuo, buia sporca e pericolosa, una strada che ha già dato prova di essere letale...quando penso che da noi non pattugliano i carabinieri non transitano i vigili e se chiami la croce ammesso che ti trovano vengono a piedi (ragazzi splendidi ) perchè poco attrezzati nonostante siano di Bogliasco...
quando penso che Bogliasco è solo Bogliasco perchè i tre campanili è solo una bella pubblicità ......
tutti ci sono nati e cresciuti ma di fatto poi se ne sono andati scegliendo una vita molto più comoda !!
quando penso che pago gli stessi servizi che hanno quelli che abitano vicino ai servizi ma io per raggiungerli devo farlo con una corriera che passa raramente che costa quanto un viaggio di un ora nonostante ne faccia poco più di dieci minuti e addirittura ad una certa ora non passa più quindi se sei vecchio o troppo giovane tanto da non essere autosufficiente dopo le 20 ti chiudi in casa,oppure come alternativa usi una "crosa" ripida pericolosa sporca buia, oppure o spendi per farti traspostare ......
quando penso che un Kg di zucchero mi costa partire dal mio monte prendere un mezzo o aspettare la corriera trovare un parcheggio a Bogliasco che non si trova sempre, rientrare e "cammallarmelo" quando non ho un mezzo per un Km a piedi.......
quando in un posto così particolare per posizione geografica posto su una splendida collina sempre più abbandonata le istituzioni non si preoccupano di fare un'esercitazione di protezione civile tanto da informare i sempre meno residenti cosa fare in caso di incendio alluvione o frana........
quando penso che non posso avere una vita tranquilla perchè "quando piove non si esce"....ma soprattutto infine quando penso che la bellezza del mio paese è tutta concentrata su una spiaggia, sassi si sassi no, scogliera si scogliera no, mentre invece passa in sordina il fatto che abbiamo una collina splendida delle "fasce" meravigliose sempre più in rovina perchè lontane e faticose da manutenzionare, una collina da dove si può vedere la Corsica all'orizzonte, una collina che se difesa non cade sulla testa a nessuno,ma per difenderla ti devi sporcare le mani e piegare la schiena così come faccio da 20 anni a questa parte impegnando risorse economiche e tempo....
se penso che si risolve tutto con " allora cosa vuoi ci sei andato tu peggio per te" e chi te lo dice non è solo l'ubriaco del paese che gode anche dei servizi che io pago come tutti, ma è il politico di turno che lo scrive pure su un verbale ufficiale ...
allora infine mi do una risposta,
il problema non è se ne vale la pena ma è come siamo amministrati e da chi per almeno dieci anni e prima sono sordi e ciechi di fronte ai problemi di chi abita e difende il territorio !
Che non capisce che difendere il monte è difendere la pianura, c'è chi va al mare ma anche chi va in montagna ed entrambi hanno diritto a servizi adeguati,
che non capisce che ripristinare le fasce e difendere il proprio territorio aspro e duro è anche un servizio,
che non capisce che parlare con uno che abita in un paese con la mentalità da "paesano" non è andare sul posto e verificare insieme a chi ci abita...
che non capisce che gli ultimi che si aggrappano ai monti sono anche gli ultimi che lo difendono veramente diventando di fatto anche un presidio di protezione civile sul posto...Quanto è difficile vivere in un posto bellissimo dove quando ti lamenti "mugugni" senza ragionare su quello che stai dicendo.
Il guaio non è se ne vale la pena vivere in un posto del genere il guaio è avere sempre le forze necessarie per viverci ........



domenica 19 giugno 2016

Rari Nantes: chi non la racconta giusta?

Il Presidente della Rari Nantes Bogliasco "si" è rilasciato un’intervista (si può leggere qui), molto rassicurante,  pubblicata sul sito della società, di cui quello che segue è un breve stralcio:
Tanti rumors sul futuro della società, c’è addirittura chi parla di chiusura:
"Voci e malignità, da quando sono a Bogliasco, si sprecano ogni anno. C’è una minoranza che di questo fa un vero e proprio sport nazionale, con tanto di luoghi di ritrovo e costruzioni di fine architettura dialettica.
Viviamo e “lavoriamo” in uno dei borghi più belli al mondo, la sua dimensione lo rende un luogo magico, a misura d’uomo. Se questo tormentone annuale è il prezzo da pagare credo sia un buon prezzo, in fondo qualcuno diceva “purché se ne parli”.
Allora niente di vero:
Gli assetti societari sono in evoluzione, questo è vero. Stiamo uscendo da una crisi epocale ed è inevitabile che ci siano degli aggiustamenti per adeguarsi ai tempi ed alle situazioni. Oggi più che mai chi sta fermo è perduto: da qui a chiudere, dismettere, liquidare ce ne passa”.
Qualcosa di più:
“Non c’è molto da aggiungere. Chi mi conosce sa che non sono mai entrato in questo genere di polemiche: i fatti hanno parlato in passato e parleranno in futuro”.
Lei resta presidente:

“Questo non mi pare per nulla importante, ciò che conta è che ci sia una società solida in grado di fronteggiare i tempi che sono e saranno sempre più turbolenti con repentini cambiamenti quasi mai prevedibili. Molte volte, soprattutto negli ultimi tempi, ho detto e ripetuto che ritengo di aver concluso il mio tratto di cammino e che se si farà vivo qualcuno di serio e affidabile sono pronto a lasciare il testimone”.
La cosa che la rende sconcertante è la delibera di Giunta Comunale n. 56 del 27 maggio 2016 “CONCESSIONE IN GESTIONE DELLA PISCINA COMUNALE DI BOGLIASCO. DICHIARAZIONE DELL'INTERESSE PUBBLICO E APPROVAZIONE DEL PIANO DI FATTIBILITA' ECONOMICO FINANZIARIA” consultabile sul sito del Comune (per leggerla cliccare qui) dove, tra l’altro, si può leggere:
PREMESSO:
- che il Comune di Bogliasco è proprietario dell'impianto sportivo natatorio sito in Via Cavour;
- che l'impianto sportivo è in concessione alla Rari Nantes Bogliasco;
- che con comunicazione del 26.04.2016 la ASD Rari Nantes Bogliasco dichiarava di rinunciare alla concessione della gestione della Piscina Comunale a far data dal 01.07.2016;
- che in data 27.04.2016 è giunta al protocollo dell’ente con il n. 4026 una richiesta di assegnazione in concessione della Piscina Comunale di Bogliasco da parte della ASD Bogliasco 1951, contenente una proposta di intervento di realizzazione, rigenerazione e parziale completamento dell’impianto sportivo …
PROPONE:
di concedere alla ASD Bogliasco 1951 la gestione gratuita dell’impianto per una durata di anni venti a decorrere dal 01.07.2016 corrispondente al valore dell’intervento per complessivi € 290.000,00 come da relativo piano di ammortamento;
Credo che sia evidente una certa incongruenza tra le dichiarazioni di Gavazzi sul sito della Rari Nantes rispetto alla comunicazione, inviata dalla sua società, al Comune di Bogliasco il 26/4/2016.
 

Bisognerebbe sapere se pubblica certe cose per confondere la gente (in particolare i genitori dei giovani tesserati perché, forse, teme portino via i futuri campioni e le future campionesse) oppure se sia il Comune (vecchia o nuova gestione?) a fare da para.fulmine perché effettivamente il passaggio dalla Rari Nantes alla Bogliasco 1951 è solo una manovra gattopardesca ("Se vogliamo che tutto rimanga come è, bisogna che tutto cambi") per ridare, in modo spericolato, una verginità a una società con gravi problemi.

martedì 7 giugno 2016

Preferenze e riflessioni


È evidente la conferma trionfale della lista uscente e non voglio addentrarmi in valutazioni di alta politica, per le quali non sono portato, confrontando i dati attuali con quelli disomogenei dell’anno scorso quando si tennero le elezioni regionali.
Voglio invece proporre qualche considerazione sulle preferenze ottenute dai singoli candidati.
La prima, assolutamente introvertibile, è il successo personale strepitoso ottenuto da Luca Pastorino.
Per iniziare ha quasi doppiato il numero di preferenze personali dal precedente detentore del record, Adelio Peruzzi, ottenute quando anche lui si presentò candidato consigliere dopo due mandati da sindaco.
Ecco la tabella, a partire dal 1993, con i candidati che hanno ricevuto almeno 70 preferenze:

ANNO
CANDIDATO SINDACO
VOTI DI LISTA
CANDIDATO
PREFERENZE
2016
BRISCA
1.333
PASTORINO LUCA
314
2001
CANEPA
1.448
PERUZZI ADELIO
164
2011
PASTORINO
1.981
OLIVA LAURA
143
2011
PASTORINO
1.981
MANGINI MARIA PAOLA
141
2011
PASTORINO
1.981
BRISCA GIANLUIGI
105
1997
TORRE
993
MARI
104
2016
BRISCA
1.333
CROSIO FILIPPO
99
2011
PASTORINO
1.981
CROVETTO ANNA MARIA
99
1993
BATTINI
931
CORSANEGO
94
2006
PASTORINO
1.352
OLIVA LAURA
91
1997
PERUZZI
1.381
PERUZZI LUCA
86
2011
PASTORINO
1.981
FERRARINI FRANCESCA
82
2011
PASTORINO
1.981
MORETTI CHRISTIAN
82
2006
PERUZZI
1.160
GUELFO MARA
82
2006
PASTORINO
1.352
FERRARINI
81
2001
CANEPA
1.448
TASSINARI ELVANA
81
1993
BATTINI
931
GARDELLA
80
2006
PASTORINO
1.352
CROVETTO ANNA MARIA
77
2006
PERUZZI
1.160
TASSINARI ELVANA
76
2016
BRISCA
1.333
OLIVA LAURA
75
1997
TORRE
993
PASTORINO
75
2006
PASTORINO
1.352
VIGNES
74
2006
PERUZZI
1.160
FOSSA FEDERICO
73
2006
PERUZZI
1.160
GARDELLA
73
2016
CELLE
436
ION SCOTTA ANNA
72
2016
BRISCA
1.333
MANGINI PAOLA
70

Impressionante, anche questo senza precedenti, è il rapporto tra le preferenze e il numero totale dei voti alla lista infatti quasi 1 su 4 degli elettori della lista ha espresso la preferenza sul suo nome.
Ecco la tabella storica con i canditati il cui valore suddetto è inferiore a 10:

ANNO
CANDIDATO SINDACO
VOTI DI LISTA
CANDIDATO
PREFERENZE
VOTI DI LISTA / PREFERENZE
2016
BRISCA
1.333
PASTORINO LUCA
314
4,25
2016
CELLE
436
ION SCOTTA ANNA
72
6,06
2011
CELLE
228
BERTORELLO FEDERICO
36
6,33
2011
FOSSA
517
PERUZZI ADELIO
61
8,48
2001
CANEPA
1.448
PERUZZI ADELIO
164
8,83
1993
MARI
549
CROVETTO
59
9,31
2011
FOSSA
517
FRACAS SERAFINO
55
9,40
1997
CORSANEGO
624
CELLE
66
9,45
1997
TORRE
993
MARI
104
9,55
1993
BATTINI
931
CORSANEGO
94
9,90

Quest’ultimo dato ha evidentemente influito sulle preferenze ottenute dagli altri candidati della stessa lista che ha visto fortemente penalizzate due “regine” come Oliva a Mangini le cui preferenze in 5 anni si sono praticamente dimezzate.
Notevolissimo risultato sono quindi le 99 preferenze ottenute da Crosio.
Entra in consiglio Pilar Sbolgi con un risultato forse sotto le aspettative se si considerano i quasi cento voti personali della mamma di 5 anni fa ma potrebbe non avere giovato la polemica sulla questione piscina.
Politicamente imbarazzanti sono le misere 42 preferenze all’avvocato Bolognini, che sembrava predestinato ad essere assessore, perché gli permettono di entrare in consiglio come ultimo degli eletti ma la mancata delega datagli dagli elettori potrebbe creare qualche mal di pancia a chi ha visto il proprio nome indicato da più del doppio dei cittadini (un po’ come accadde cinque anni fa tra la dottoressa Mangini e l’avvocato Christian Moretti).
Per quanto riguarda le altre liste (ovviamente non perdo tempo a parlare di quella di Balbi il cui risultato complessivo è inferiore alle schede nulle/bianche e alle preferenze raccolte personalmente da 5 candidati presenti in altre liste) è evidente la bassissima indicazione della preferenza ai candidati della lista di Gorin.
Partendo da un numero di voti di lista molto simile, il pentastellato più votato è Peratoner che con le sue 28 preferenze nella lista di Celle sarebbe stato quarto e il secondo, l’architetto Piaggio, nell'altra lista sarebbe stato ottavo, addirittura dietro il peraltro molto deludente ingegner Gigantesco.
La cosa in sé potrebbe non essere negativa per i 5 Stelle perché se il buon risultato è stato quindi ottenuto principalmente grazie alla forza mediatica del Movimento, quando (e se) i candidati sapranno anche farsi conoscere ed apprezzare individualmente le prospettive potrebbero essere anche migliori.

Nella lista di Celle, secondo me, si possono salvare solo il risultato personale molto buono della consigliera riconfermata Ion Scotta e quelli apprezzabili, considerando i pochi voti di lista, di Rita Costa alla prima candidatura e dell’architetta Iraldo, già assessore in passato.